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Save194Lazio: save OUR thoughts!

Questo è un post per coloro i/le quali/e prendono un po’ troppa “ispirazione” da questo blog senza citare la fonte, o assemblano pezzi di vari post che leggono qui per scriverci un articolo. Siccome, car* miei/mie, sappiamo che ci leggete, allora leggetevi con calma questo, di post, che parla proprio a voi.

Questo blog campa grazie al lavoro gratuito e volontario di alcune persone che hanno deciso che era ora di parlare, finalmente, della situazione in cui si trova la 194 in Italia, la legge che ci permette di abortire. Il discorso si è poi allargato. Abbiamo scoperto in realtà che oltre a parlare di 194 c’era bisogno di parlare di salute delle donne, di quell’educazione sessuale che nelle scuole non viene fatta, dell’obiezione di coscienza e del fatto che noi non la vogliamo perché la consideriamo un attacco alla nostra salute e alla nostra persona e, in ultimo, di tutti gli attentati alla salute (mentale e fisica) delle donne che vengono fatti in Italia, colpevolizzandole, intromettendosi nelle loro vite, provando a decidere per loro, attraverso mille e più canali di azione.

Noi ci impegniamo quotidianamente perché questo blog, il suo account twitter e la pagina facebook da cui è nato possano continuare ad essere delle persone e per le persone, a patto che non ci lucrino sopra, non le modifichino e che non ne traggano opere derivate. Io farei volentieri i nomi di quell* che se ne sono strafregati della licenza Creative Commons che regolamenta l’uso di questo blog, ma so che sebbene si dichiarino liberi e libertari, assolutissimamente slegati da qualsiasi “logica di partito” (ché va tanto di moda dirlo), in realtà anche voi ne obbedite ad una, ed è molto più subdola di quella di un partito. Che sia forcaiola e giustizialista, come va più di moda ora, o altre, a noi non importa: tutti i vostri spazi dai grandi nomi, dalle grandi firme, non fanno nient’altro che impadronirsi del ragionamento portato avanti da altr* in maniera individuale e autonoma, questo sì veramente slegato da qualsiasi ideologia, in senso originario del termine: noi ci mettiamo le nostre vite, le nostre esistenze. Non abbiamo nessuna linea prestabilita da rispettare, ogni giorno cerchiamo di capire cosa vogliamo dire attraverso questo blog, che è un’esperienza collettiva quotidiana, non un articolo scritto una tantum per dare il contentino al pubblico indignato, e, trovando il tempo tra lavoro, studio, e un’esistenza molto precaria, ci ritagliamo uno spazio per scrivere qui.

Voi che vi nutrite delle nostre energie e parlate della questione femminile dal ghetto che vi hanno concesso sul vostro spazio dalle grandi firme, vivete sulle spalle delle donne, delle quali, voi dite, volete occuparvi.

Allora vi diciamo chiaramente: non abbiamo bisogno di grandi firme che si occupino di noi, semplicemente perché abbiamo imparato che è nostro diritto parlare, scrivere, denunciare e lottare, e non è vostro diritto, sebbene i vostri spazi godano della tutela di schiere di avvocati che col ricatto della querela vi permettono di scrivere qualsiasi cosa senza dover citare le persone che sfruttate, usare il nostro blog senza citarci.

State facendo un danno non solo a noi, ma anche a tutte le altre donne, nel saccheggiare il nostro blog. Ma non siamo delle ingenue: sappiamo che voi sapete benissimo quello che fate. E le responsabilità che avete nello sfruttamento del nostro lavoro, noi non le dimentichiamo.

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