#save194lazio

Archivi per il mese di “novembre, 2012”

#save_194 di Mercoledì: rassegna stampa del 28/11/2012

La rassegna stampa web del mercoledì: un punto della situazione sulla legge 194/78, contraccezione, consultori, educazione sessuale e dintorni.

a cura di #save194lazio

Quotidiano Sanità, 16/11/2012: il caso di Savita Halappanavar; secondo l’AIED si tratta di malasanità, al pari della legge 194/78 parzialmente applicata in Italia
“Il caso della giovane donna morta di setticemia perché i medici della ‘cattolicissima’ Irlanda non hanno voluto praticarle l’aborto terapeutico è un caso di malasanità, una di quelle situazioni in cui il medico non risponde a una emergenza per salvare la vita del paziente, ma condiziona la sua attività medica a convinzioni morali o etiche, siano esse personali o di Stato”
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La Repubblica, 19/11/2012: le adolescenti e gli adolescenti che vivono in Italia sono realmente informate/i sulla sessualità e sulla contraccezione? La moltitudine di madri tra i 14 e i 19 anni, numerose soprattutto in Sicilia e in Campania, è un campanello di allarme che dovrebbe far riflettere sulla necessità di garantire corsi di educazione sessuale e alla genitorialità nella scuola pubblica, nonché un potenziamento dei consultori.

“I rischi che andranno ad affrontare sono diversi. Dai parti che per l’immaturità delle giovani mamme, spesso sono più a rischio e più dolorosi, alla maggiore probabilità di depressione port partum che colpisce il 50% delle piccole mamme, il doppio delle donne adulte. Senza dimenticare i rischi sociali, di inserimento e di crescita. C’è il rischio di rimanere sole, perché il 68% dei padri abbandona la neofamiglia, quello di dover interrompere un percorso scolastico e una crescita con i coetanei  e di avere difficoltà economiche perché trovare un lavoro con un bambino diventa ancora più complicato ”
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La Repubblica, 21/11/2012: nonostante le sue posizioni reazionarie e antiabortiste, nonostante il parere fortemente contrario alla sua nomina di numerose ONG (Amnesty International, l’associazione italiana Certi Diritti, ecc.), il maltese Tonio Borg viene eletto commissario UE alla Salute: quali saranno le conseguenze sulle future politiche in materia di Sanità?
“Può avere avuto le sue posizioni – ha spiegato Prodi alla vigilia del voto – , ma ha detto che farà l’interesse dell’UE secondo i regolamenti dell’Unione stessa. Ha preparato molto bene l’audizione, vuol dire che ha deferenza per il Parlamento”. Di tutt’altra opinione l’europarlamentare olandese Sophia In’ t Veld, del gruppo ALDE: “L’Ue è un’istituzione politica, non tecnica. Un Commissario dell’Unione non deve solo sbrigare pratiche amministrative, ma confrontarsi con temi etici e politici. Quindi non è logico pensare che le sue posizioni personali non conteranno”. E’ come dire, ha concluso l’eurodeputata, che non fa differenza se il Commissario al Mercato interno è un comunista o un liberale.”
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Il corpo delle donne, 22/11/2012: negli USA uno dei temi cardine dell’ultima campagna elettorale è stato l’interruzione volontaria di gravidanza, in Italia, le primarie del PD hanno rivelato che di 194/78 non si vuole parlare, mentre i provvedimenti di natura antiabortista si susseguono
“Interpellato sulla 194, Renzi dichiara di essere a favore “senza rimettere però in discussione l’obiezione di coscienza, che è anch’essa una libera scelta”. Riconosce che la legge è stata efficace, riducendo il numero degli aborti.
D’altro canto nel marzo scorso la giunta Renzi ha deliberato la realizzazione di un nuovo spazio nel cimitero fiorentino di Trespiano destinato al ricevimento di “di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento” (quindi non di bambini nati morti, la cui sepoltura è già consentita da un decreto Presidenziale), consentendo anche “l’installazione di coprifossa, monumentini e altri ricordi”. Un vero e proprio “cimiterino degli Angeli” -non esattamente “obamiano”- simile a quello istituito a Roma dal sindaco Alemanno.”


Se hai trovato online un articolo interessante, non presente nella rassegna odierna, invia il link al seguente indirizzo:

save194lazio[chiocciola]gmail[punto]com

Verrà pubblicato nella prossima edizione!

#save_194 di Mercoledì: rassegna stampa del 21/11/2012

La rassegna stampa web del mercoledì: un punto della situazione sulla legge 194/78, contraccezione, consultori, educazione sessuale e dintorni.

a cura di #save194lazio

Cronache Laiche, 12/11/2012: il nuovo Commissario europeo alla sanità potrebbe essere Tonio Borg, ex ministro agli affari esteri di Malta. L’associazione radicale italiana Certi Diritti chiede che la nomina di Borg venga rivista a causa delle sue posizioni antiabortiste e conservatrici.
“Tonio Borg, scrive in una nota l’associazione, è conosciuto per le sue posizioni estremamente conservatrici in materia di divorzio, aborto (Borg è un militante dell’organizzazione anti-abortista “Gift of Life” ed ha tentato di fare inserire il divieto di aborto e la difesa dei diritti dei bambini non nati nella Costituzione maltese, appoggiando una Carta dei diritti, la protezione, la dignità e lo sviluppo dei bambini non nati e dei doveri delle altre persone al riguardo), diritti Lgbt (si è opposto alle unioni civili per le coppie dello stesso sesso), immigrazione (trattamento dei richiedenti asilo ed espulsione di 220 eritrei), ma anche per il suo nazionalismo anti-europeo.”
UAAR, 15/11/2012: si accorge che la sua vita e quella del feto sono in pericolo; donna di 31 anni chiede l’interruzione di gravidanza ma le viene negata, in quanto l’Irlanda ‘è un paese cattolico‘. Muore di setticemia dopo tre giorni.
“La vicenda di Savita fa emergere ancora una volta la differenza tra uno stato laico e uno stato clericale. Lo stato laico è quello che non impone scelte etiche a nessuno. Lo stato clericale impone invece una visione di parte a tutti i cittadini nel nome di principi supremi trascendenti, negando la libertà di scelta dell’individuo. Savita non ha avuto scelta, e ora è morta, condannata dai ‘difensori della vita’ che hanno scelto per lei.”
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La Repubblica, 15/11/2012: dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, risalente alla scorsa estate, il tribunale di Cagliari riconosce il diritto di una coppia ad effettuare la diagnosi preimpianto: a quando l’abrogazione della legge 40/2004? 
“…il senatore Pd Ignazio Marino insiste sull’inadeguatezza della normativa sulla fecondazione: «La sentenza di Cagliari è un altro passo per riconoscere l’impianto ideologico e incoerente di una legge sbagliata – afferma in una nota -.  Che la legge 40 fosse esclusivamente il frutto di una negoziazione avvenuta nel Parlamento italiano, è stato palese sin dalla sua approvazione. Un provvedimento che non ha tenuto conto né delle conoscenze scientifiche, né del calvario delle coppie che desiderano completare il loro progetto di famiglia, con la nascita di un figlio»”
#save194campania, 15/11/2012: secondo l’ONU la pianificazione famigliare è un diritto umano, eppure per 222 milioni di donne rimane tuttora un miraggio.
“L’accesso alla contraccezione non è un privilegio, è un basilare diritto umano, lo dice l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) attraverso il rapporto dell’UNFPA, pubblicato mercoledì scorso. Il mancato accesso alla contraccezione, rileva il rapporto, è una barriera che ostacola le opportunità economiche e di crescita.”
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UAAR, 19/11/2012: tra pochi giorni scadrà il termine per presentare ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla legge 40/2004. La petizione contro il ricorso è tuttora aperta.
“La Cedu aveva infatti ribadito come fosse ”incoerente” consentire l’aborto terapeutico, grazie alla legge 194, ma allo stesso tempo vietare la diagnosi preimpanto nei casi di patologie genetiche. Le donne italiane, quindi, non dovevano essere più obbligate a subire l’impianto di embrioni gravemente malati.”
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#save194 di Mercoledì: rassegna stampa del 14/11/2012

a cura di #save194lazio

La rassegna stampa web del mercoledì: un punto della situazione sulla legge 194/78, contraccezione, consultori, educazione sessuale e dintorni.

Il centro, 31/10/2012: un diritto imprescindibile e riconosciuto dalla legge ma sistematicamente negato nella maggior parte delle strutture ospedaliere pubbliche italiane, trova ulteriore accoglimento in Abruzzo. Il Consiglio Regionale vota una norma che consente alle donne di usufruire del trattamento antalgico durante il parto. Astenuta dal voto la consigliera Sclocco (PD).
“«La legge approvata nasce da una semplice constatazione: scegliere come partorire è un diritto delle donne, come deve esserlo il partorire senza dolore. Tuttavia in molti casi ciò non avviene. Invece sarebbe possibile, utilizzando sistemi di anestesia epidurale che esistono da moltissimi anni e si sono dimostrati molto efficaci e sicuri dal punto di vista medico-scientifico, consentendo di ridurre o eliminare in via analgesica i dolori legati al travaglio e al parto nella sua globalità. In Italia, e segnatamente in Abruzzo, tale metodo stenta però ad essere applicato».”

Cronache Laiche, 5/11/2012: nonostante le evidenze scientifiche e il parere dell’OMS, il Movimento per la Vita continua a considerare la pillola del giorno un farmaco abortivo.
“Il significato delle parole dipende inevitabilmente anche dal contesto comunicativo in cui si inseriscono e dunque anche la proposizione di interrogativi può risultare idonea a diffondere una notizia falsa. Un giurista potrebbe intravedere il reato di diffamazione a mezzo stampa, se pronunciate nel corso di una conferenza appositamente convocata. Al di là delle considerazioni giuridiche pensare che l’incremento dell’uso della contraccezione (di emergenza) possa determinare «60-70 mila aborti incalcolabili» è gravemente surreale: e poco importa stabilire se per ignoranza o malafede.”

Corriere di Lecco, 6/11/2012: ancora non sappiamo in cosa consisterà la “riorganizzazione” delle sedi, e se questa comporterà l’apertura ad associazioni private di stampo confessionale, ma per ora il rischio di chiusura dei consultori di Lecco è scongiurato.
“«Abbiamo chiesto, e l’Asl si è detta d’accordo, che nessuna chiusura sia al momento attuata. Sono stati invece discussi i criteri per un’eventuale riorganizzazione delle singole sedi. Le proposte per tale riorganizzazione, che dovessero pervenire a seguito delle valutazioni in base ai criteri condivisi, saranno discusse in un secondo momento con il coinvolgimento – questa la richiesta del Consiglio di rappresentanza – delle amministrazioni comunali interessate».”
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Il fatto quotidiano, 10/11/2012: in Italia la legge 194/78 non viene adeguatamente applicata. Il Consiglio d’Europa giudica “ricevibile” il ricorso della Ong International Planned Parenthood Federation European Network presentato nelle scorse settimane. Il Governo italiano aveva chiesto al Consiglio di respingere il ricorso ma la richiesta è stata bocciata.
““Siamo soddisfatti che il ricorso sia stato dichiarato ricevibile – spiega Silvana Agatone, presidente Laiga – anche se abbiamo dei dubbi che possa essere accolto, vista la posizione europea sull’obiezione di coscienza”. Nel 2010 infatti l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha votato una risoluzione che stabilisce la tutela dell’obiezione di coscienza dei medici in caso di ivg. “Eppure le soluzioni per risolvere il problema – conclude Agatone – anche dimostrative, ci sarebbero. Ad esempio prendendo più ginecologi a contratto, o applicando in modo diverso le norme sulla mobilità del personale sanitario. Capita infatti che vengano trasferiti da un ospedale all’altro, anche in regioni diverse, i ginecologi non obiettori. Perché non fare il contrario? Cioè spostare, anche una sola volta, un ginecologo obiettore, così da far riflettere coloro che scelgono l’obiezione più per motivi di comodo che per reale convinzione”.”

Prossima rassegna: mercoledì 21/11/2012

Legge 194: la vera realtà umbra.

Da Le De’Genere

LEGGE 194: LA VERA REALTÀ UMBRA

INTERVENTO IN MERITO AL CONVEGNO “IL BUON MEDICO NON OBIETTA”, PALAZZO GAZZOLI – TERNI, 10 NOVEMBRE 2012

L’assemblea delle De’Genere ritiene opportuno rimarcare ancora una volta alle donne umbre l’inadempienza della Regione rispetto alla reale attuazione della legge 194 e del diritto contenuto nell’art.15 di poter usufruire “delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”. Infatti, l’accesso alla Ru486, la pillola abortiva meno invasiva del metodo chirurgico tradizionale, è ancora negato per la mancanza della delibera attuativa che espliciti alle ASL le modalità per attuare quanto scritto nell’atto regionale n.863 dell’ormai lontano luglio 2011, in cui si dava il via (formale ma non reale) alla sperimentazione di 1 anno per la somministrazione in Day Hospital.

Sul sito della regione si trova una sezione dedicata all’IVG e alla RU486, ma si tratta ancora una volta di una verità di facciata. La situazione in Umbria è ben diversa. Nel territorio della provincia di Terni la pillola abortiva viene somministrata nei 2 ospedali di Orvieto e Narni con i 3 giorni di ricovero ordinario, non è cominciata nessuna sperimentazione del Day Hospital, anzi si sta procedendo allo smantellamento dei servizi sociali come ad Orvieto dove il consultorio non dispone della ginecologa dallo scorso inverno. Il quadro regionale è ancor più grave: non solo in nessun ospedale delle altre 3 Asl umbre si somministra la RU 486, ma i dati sull’obiezione di coscienza, forniti dal ministero per l’anno 2010, dimostrano la preoccupante tendenza all’aumento del fenomeno, con punte che toccano l’80% in alcune strutture; il dato del 69% dei medici, il 65% degli anestesisti e il 55% del personale non medico dimostra che non basta la convocazione di un tavolo tecnico da parte dell’assessore regionale alla sanità, ma bisogna agire velocemente per limitare l’accesso alle strutture pubbliche di medici e personale obiettore utilizzando proprio quei mezzi che la legge 194 fornisce come il ricorso alla mobilità del personale (art.9).

Inoltre, potenziare i consultori familiari è l’unico modo per divulgare e promuove l’educazione sessuale e la contraccezione, in modo da prevenire l’aborto ed anche le malattie a trasmissione sessuale che incidono profondamente sulla salute della donna.

Questi fatti dimostrano che gli attacchi della politica alla nostra autodeterminazione giungono sia dal centro-destra che dal centro-sinistra, entrambi piegati ai diktat del vaticano, e che la difesa della legge 194 richiesta a più riprese da gruppi di donne e singole in tutta Italia, è una lotta prioritaria per tutte noi, per la nostra libertà e per la nostra salute.

Infine, si vuole denunciare l’evidente assenza degli organi regionali preposti all’attuazione della legge 194, gli unici realmente in grado di fornire risposte o spiegazioni che non siano pura e semplice retorica pre-campagna elettorale. All’assessore alla sanità e alla presidente della regione, se qui presenti, avremmo chiesto (come facciamo costantemente ed invano da 2 anni): come mai la RU 486 non è ancora disponibile in tutte le ASL? Quali sono i dati raccolti dal tavolo di confronto sull’obiezione di coscienza istituito da Tomassoni nel giugno di quest’anno? Perché non viene applicato l’art.9 della L.194?

Assemblea Le De’Genere – Terni

#save194 di Mercoledì: rassegna stampa del 7/11/2012

a cura di #save194lazio

La rassegna stampa web del mercoledì: un punto della situazione sulla legge 194/78, contraccezione, consultori, educazione sessuale e dintorni.

Virgilio, novembre 2012: a Bologna un consigliere comunale del PD e un ginecologo propongono la pillola anticoncezionale gratuita per le adolescenti
“I costi degli anticoncezionali sono alti, per i giovani, se si considera che, come sottolinea il consigliere bolognese, «si va dal prezzo medio di una scatola di pillole tra i 7 ed i 10 euro, ai 56 euro di un dispositivo intrauterino, agli 8 euro circa di una scatola di preservativi.»
Così si finisce per scegliere metodi alternativi ma altamente rischiosi, pagando spesso un prezzo ancora più alto, quello di una gravidanza indesiderata.”

Il fatto quotidiano, 2/11/2012: per la maratona di 24 ore contro la legge 194/78, promossa dall’associazione ‘no 194,’ a Milano solo otto persone davanti all’ospedale Mangiagalli
“Doveva essere una ‘maratona’ di 24 ore contro la legge 194, che dal 1978 consente l’aborto (nei casi previsti dalla legge), come annunciato sul sito dell’associazione “no 194″. Ma a Milano si è ridotta in un presidio di 8-10 persone, davanti all’ospedale Mangiagalli”

Il fatto quotidiano, 2/11/2012: la preghiera laica dei gruppi femministi piemontesi in risposta alla manifestazione degli antiabortisti contro la 194 davanti l’ospedale S.Anna di Torino
“Durante la funzione, fuori dalla clinica la ginecologa Giovanna Pastore spiega: “Abolire la 194 toglierà solo un diritto alle donne, infatti l’aborto è sempre esistito, lo si renderebbe solo illegale” ”
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Cronache Laiche, 3/11/2012: la Polonia condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per le pressioni degli antiabortisti su una quattordicenne vittima di stupro
“Come risulta dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, il 9 aprile 2008 la ragazza era andata all’ospedale di Lublino chiedendo di abortire accompagnata da un suo coetaneo ma i medici le dissero che non potevano fare nulla considerata la sua minore età. Perciò la giovane tornò con la madre e – sebbene in stato di shock a causa dello stupro – ribadì che non voleva portare a termine la gravidanza anche perché voleva proseguire con gli studi. Un medico dell’ospedale di Lublino suggerì loro di incontrare un prete cattolico ma la madre si rifiutò.
Nello stesso ospedale un secondo dottore consigliò alla mamma di «far sposare la figlia». Nonostante ci fosse stato un rifiuto, la ragazza venne poi accompagnata da sola da un prete cattolico senza che le avessero chiesto se fosse cattolica o se lo desiderasse. “

Il Manifesto, 4/11/2012: violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale: il candidato alle presidenziali USA Todd Akin sottoposto a più arresti nell’ambito di attività e manifestazioni antiabortiste
“Il 5 aprile 1985, Akin è stato arrestato perché insieme a 10 manifestanti stava “cercando di bloccare le entrate” presso la Clinica di Granite City, e una dipendente della clinica ha riportato anche che i manifestanti hanno causato danni di lieve entità ma soprattutto coperto di “insulti verbali” le donne che entravano nella clinica.”

Prossima rassegna: mercoledì 14/11/2012

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