#save194lazio

Archivio per la categoria “comunicati”

Basta antiabortisti negli ospedali! #save194

Riprendiamo l’appello lanciato dal Collettivo Altereva su Facebook:

C’è BISOGNO DELLA LOTTA DI TUTTE E TUTTI

DOMANI, venerdì 2 novembre, L’associazione NO 194 e l’omonimo comitato referendario per l’abrogazione della 194 hanno indetto un pomeriggio di preghiera all’Ospedale Sant’Anna.
Tale azione esplicita un modello di VIOLENZA simbolica sulle donne.
La violenza di questa “preghiera” si manifesta con l’uso di una terminologia fuorviante e attraverso immagini che hanno il solo fine di seminare terrore e sensi di colpa sulle donne.
Questa “rappresaglia” di tipo medievale contro le donne e la legge 194 si svolgerà in tutta Italia e si inserisce all’interno di un più ampio progetto per l’abrogazione della legge sull’interruzione di gravidanza.

E’ inaccettabile trovarsi dopo ben 34 anni a difendere una legge che tutela la salute della donna e la sua imprescindibile autodeterminazione.
Chi si reca in un ospedale pubblico deve poter usufruire di servizi che devono essere garantiti da uno stato il quale si dichiara almeno formalmente laico.
In questo quadro le istituzioni non sono terzi imparziali ma sono parte in causa e devono intervenire a favore della tutela delle donne e della laicità dei servizi .
VOGLIAMO ESSERE LIBERE DI SCEGLIERE,
DIFENDIAMO LA 194!
DOMANI 2/10 ORE 15:30 – OSPEDALE SANT’ANNA
Annunci

Nessun silenzio su Mihaela Roznov!

Il silenzio qualche volta è più assordante del rumore.

Per questo motivo ieri eravamo al S. Eugenio, eravamo lì per Mihaela, per farle sapere che non è sola, coprendo con le nostre voci quell’insopportabile silenzio che la circonda.
Purtroppo non ci è stato consentito di farle avere la lettera che avevamo preparato per lei. Non volevamo entrare,  sapevamo che le sue condizioni sono delicate, chiedevamo semplicemente che qualcuno gliela recapitasse,”Non è possibile, non possiamo introdurre oggetti esterni, magari quando verrà trasferita.”, questo è quello che ci hanno risposto i medici. Ovviamente capiamo le loro ragioni, ciò nonostante delle domande rimagono: come sapremo quando verrà fatta uscire dalla terapia intensiva? come faremo a sapere se Mihaela vincerà la sua battaglia? Non possiamo avere informazioni dai medici e la stampa ormai ha perso tutto il suo interesse a parlare di questa vicenda.
La stampa infatti è troppo impegnata con gli scandali, con le primarie, con il processo a Paolo Gabriele, ormai ex maggiordomo del “Santo Padre”.
Ecco il silenzio che torna. Ecco ancora una volta l’indifferenza.
E Mihaela? La sua storia? Le storie delle altre centinaia di ragazze che come lei subiscono violenze e umiliazioni quotidiane?
Ancora una volta, passato il momento di macabro interesse suscitato dal fatto di cronaca nera, finisce automaticamente anche lo spazio sulle pagine dei giornali.
Ancora una volta una delle piaghe più atroci del nostro tempo, la tratta e la schiavitù di esseri umani, di donne, di bambine, non sembra essere una priorità dell’agenda politica di un paese cosiddetto democratico, non è un problema sociale che in quanto tale deve necessariamente essere affrontato e risolto.
Comunque nessuna di noi si arrenderà, troveremo il modo di far sapere a Mihaela che siamo qui con e per lei, di farle sapere che il silenzio ed il buio di una stanza d’ospedale, così come l’indifferenza, possono e devono essere sconfitti.

Collettivo StregheperSempre
save194lazio.wordpress.com
Facebook #stopfemminicidio

Save194Lazio: save OUR thoughts!

Questo è un post per coloro i/le quali/e prendono un po’ troppa “ispirazione” da questo blog senza citare la fonte, o assemblano pezzi di vari post che leggono qui per scriverci un articolo. Siccome, car* miei/mie, sappiamo che ci leggete, allora leggetevi con calma questo, di post, che parla proprio a voi.

Questo blog campa grazie al lavoro gratuito e volontario di alcune persone che hanno deciso che era ora di parlare, finalmente, della situazione in cui si trova la 194 in Italia, la legge che ci permette di abortire. Il discorso si è poi allargato. Abbiamo scoperto in realtà che oltre a parlare di 194 c’era bisogno di parlare di salute delle donne, di quell’educazione sessuale che nelle scuole non viene fatta, dell’obiezione di coscienza e del fatto che noi non la vogliamo perché la consideriamo un attacco alla nostra salute e alla nostra persona e, in ultimo, di tutti gli attentati alla salute (mentale e fisica) delle donne che vengono fatti in Italia, colpevolizzandole, intromettendosi nelle loro vite, provando a decidere per loro, attraverso mille e più canali di azione.

Noi ci impegniamo quotidianamente perché questo blog, il suo account twitter e la pagina facebook da cui è nato possano continuare ad essere delle persone e per le persone, a patto che non ci lucrino sopra, non le modifichino e che non ne traggano opere derivate. Io farei volentieri i nomi di quell* che se ne sono strafregati della licenza Creative Commons che regolamenta l’uso di questo blog, ma so che sebbene si dichiarino liberi e libertari, assolutissimamente slegati da qualsiasi “logica di partito” (ché va tanto di moda dirlo), in realtà anche voi ne obbedite ad una, ed è molto più subdola di quella di un partito. Che sia forcaiola e giustizialista, come va più di moda ora, o altre, a noi non importa: tutti i vostri spazi dai grandi nomi, dalle grandi firme, non fanno nient’altro che impadronirsi del ragionamento portato avanti da altr* in maniera individuale e autonoma, questo sì veramente slegato da qualsiasi ideologia, in senso originario del termine: noi ci mettiamo le nostre vite, le nostre esistenze. Non abbiamo nessuna linea prestabilita da rispettare, ogni giorno cerchiamo di capire cosa vogliamo dire attraverso questo blog, che è un’esperienza collettiva quotidiana, non un articolo scritto una tantum per dare il contentino al pubblico indignato, e, trovando il tempo tra lavoro, studio, e un’esistenza molto precaria, ci ritagliamo uno spazio per scrivere qui.

Voi che vi nutrite delle nostre energie e parlate della questione femminile dal ghetto che vi hanno concesso sul vostro spazio dalle grandi firme, vivete sulle spalle delle donne, delle quali, voi dite, volete occuparvi.

Allora vi diciamo chiaramente: non abbiamo bisogno di grandi firme che si occupino di noi, semplicemente perché abbiamo imparato che è nostro diritto parlare, scrivere, denunciare e lottare, e non è vostro diritto, sebbene i vostri spazi godano della tutela di schiere di avvocati che col ricatto della querela vi permettono di scrivere qualsiasi cosa senza dover citare le persone che sfruttate, usare il nostro blog senza citarci.

State facendo un danno non solo a noi, ma anche a tutte le altre donne, nel saccheggiare il nostro blog. Ma non siamo delle ingenue: sappiamo che voi sapete benissimo quello che fate. E le responsabilità che avete nello sfruttamento del nostro lavoro, noi non le dimentichiamo.

Aied e Ass.ne Coscioni: 5 proposte su aborto e obiezione di coscienza.

Pubblichiamo un altro importantissimo comunicato dell’Aied e dell’Associazione Coscioni. L’originale potete leggerlo QUI.
Buona lettura!

***

“Oggi – precisano Mario Puiatti (presidente dell’AIED) e Filomena Gallo (segretaria dell’Associazione Luca Coscioni) – abbiamo inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni un documento sulle soluzioni da adottare per garantire la piena efficienza del servizio pubblico di IVG come previsto dalla legge. Siamo altresì pronti a monitorare con attenzione l’applicazione corretta della legge e, se necessario, a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi non ottempera a quanto prevede la legge.”

Le proposte sono:

  • Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza;
  • Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza;
  • Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di IVG;
  • Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori;
  • Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di IVG sono scoperti.

Garantire la piena applicazione della legge 194 senza ledere il diritto delle donne che decidono d’interrompere la gravidanza e quello dei medici che decidono di obiettare non è difficile: basta volerlo fare.
Queste, in sintesi, le conclusioni del convegno “Obiezione di coscienza in Italia. Proposte giuridiche a garanzia della piena applicazione della legge 194 sull’aborto”, che si è tenuto il 22 maggio scorso presso la sala capitolare del Senato su iniziativa dell’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) e dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica.

L’AIED interviene a difesa della legge 194.

L’Associazione italiana per l’Educazione Demografica è intervenuta a difesa della legge 194 con un comunicato datato 12 giugno che vale la pena diffondere e leggere con molta attenzione. Lo riportiamo qui sotto. Buona lettura!

***

AIED – Associazione Italiana per l’Educazione Demografica

Senza entrare nei dettagli dell’Ordinanza del Tribunale di Spoleto, è tuttavia chiaro che si tratta di una iniziativa di un giudice “militante”, emulo di Carlo Casini, il magistrato – ora Presidente del Movimento per la Vita – che nel 1975 fece arrestare il dott. Giorgio Conciani, Adele Faccio e Gianfranco Spadaccia (allora segretario del Partito Radicale) per la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto in Italia.

Il Giudice Tutelare di Spoleto, anziché attenersi al suo ruolo e valutare l’istanza nell’ambito della legge, ha utilizzato la richiesta di autorizzazione all’interruzione volontaria della gravidanza di una ragazza minorenne per tentare di far fuori la legge 194, sostenendo che l’embrione è un individuo che gode degli stessi diritti della donna.

Vi sono ruoli e cariche incompatibili con la militanza politica e di parte.

Il Giudice Tutelare in particolare dovrebbe salvaguardare i diritti delle cittadine minorenni e, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere l’interruzione di gravidanza.
Se un giudice non è in grado di svolgere il proprio ruolo in modo imparziale, può eventualmente cambiare mestiere.

Mario Puiatti
Presidente nazionale dell’AIED
Associazione Italiana per l’Educazione Demografica
www.aied.it

Navigazione articolo