#save194lazio

Archivio per il tag “maternage”

#save_194 di Mercoledì: rassegna stampa del 16/01/2013

La rassegna stampa web del mercoledì: un punto della situazione sulla legge 194/78, contraccezione, consultori, educazione sessuale e dintorni.

save194cartello

a cura di #save194lazio
(Prossima rassegna: mercoledì 23/01/2013)

Spesso si parla della dignità della persona, soprattutto delle donne, in modo inopportuno. Un caso in cui invece si tenta realmente di ledere la dignità della persona è a nostro avviso quello in cui i suoi diritti fondamentali, come il diritto alla salute e alle scelte riproduttive, vengono compressi o negati, in un clima di accettazione sociale che rende il tutto ancor più grave e cocente; a Bari la prescrizione della pillola del giorno dopo, farmaco non abortivo secondo l’OMS, è soggetta all’obiezione di coscienza.
Repubblica, 19/12/2012: “A Bari città la situazione è molto grave. Non ho trovato un solo consultorio degno di essere definito tale. Le strutture sono totalmente inadeguate. Ma la situazione non si risolve da un giorno all’altro…Quel che è certo è che il territorio di Bari è stato dimenticato per troppo tempo. Ma c’è dell’altro. Devo capire perché la guardia medica di Taranto prescrive la pillola del giorno dopo e quella di Bari non fa altrettanto”
continua a leggere

I dati diffusi indicano un incremento delle vendite del farmaco Ru486, ma in Italia i ricorsi all’IVG farmacologica sono ancora sotto la media europea: la costrizione al ricovero ospedaliero, anomalia tutta nostrana, è un diktat moralistico dal chiaro intento di scoraggiare le donne che vorrebbero ricorrervi per orientarle verso la tradizionale opzione chirurgica . Per non parlare delle carenze nell’erogazione del farmaco da parte delle strutture ospedaliere pubbliche.
Quotidiano.net 7/01/2013: “Proprio il Lazio, insieme alla Lombardia (566) fa registrare un dato significativo: poche confezioni distribuite (1.413) a fronte della loro potenzialità. Le due Regioni insieme contano infatti oltre un terzo di tutti gli aborti chirurgici nazionali secondo la legge 194…A ‘frenare’ l’utilizzo della Ru 486, secondo il direttore medico della Nordic Pharma, ci sarebbe l’obbligatorietà del ricovero ospedaliero che, a detta di Durini, “costituisce un limite alla diffusione della metodica, soprattutto in tempi di riduzione di posti letto. Le regioni come l’Emilia Romagna, che la offrono anche in regime di Day Hospital – conclude Durini – sono non a caso quelle dove l’uso della pillola è più consolidato”
continua a leggere

La testimonianza della blogger Mary, a cui va tutta la nostra solidarietà, potrebbe essere quella di ciascuna di noi. Il confine che separa le leggi, i provvedimenti, le azioni di un farmacista o di un medico di base o di un ginecologo, dalla nostra vita quotidiana e da eventi che possono mutarne il corso, è sottilissimo, e crediamo vada tenuto sempre a mente. Quando qualcuno ci nega o ci rende difficile l’accesso alla contraccezione di emergenza quel qualcuno sta decidendo delle nostre scelte, dei nostri corpi, della nostra vita, e anche di quella dei nostri affetti. Non lasciamo più che accada, riprendiamoci il potere decisionale che ci appartiene.
Un altro genere di comunicazione, 11/01/2013: “Io disperata- erano le 9,30 di sera- gli chiedo come avrei potuto fare e mi spedisce dalla guardia medica. Mi sono fatta accompagnare dal mio ragazzo perché non ho la macchina e la guardia medica è dall’altra parte della città. Arrivata alla guardia medica, la sala d’attesa era semi-vuota. Erano le 9,55. Dopo una persona entro io e accedo in un ambulatorio praticamente pieno di crocifissi, madonne e immaginette di ogni tipo. Mi sento a disagio. Gli chiedo alla dottoressa: “potrebbe farmi la ricetta per la pillola del giorno dopo?” mi guarda malissimo e mi risponde che è un medico obiettore di coscienza. Io le rispondo che è urgentissimo che ho avuto rapporti sessuali martedì. Lei mi fa una lavata di capo e mi risponde “nel 2013 esistono i metodi contraccettivi, perché non li ha usati?” io le rispondo che li uso e che si è rotto il condom. Lei mi ha risposto “perchè non sei andata martedì anziché pensarci all’ultimo momento?”. Io le ho risposto che avevo degli impegni e lei mi ha detto di arrangiarmi.
continua a leggere

Mentre nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) viene previsto il trattamento antalgico nel parto, c’è ancora chi investe il dolore (delle donne) di un’aurea salvifica e nobile, soprattutto se questo si consuma durante il parto: allora prendono il sopravvento una serie di pregiudizi arcaici secondo cui, ad esempio, la partoriente che soffre stabilirà un legame migliore con il nascituro o con la nascitura. E i partner, uomini o donne che siano, che non soffrono altrettanta pena? Sono forse destinati ad essere genitori degeneri o a dover faticare molto di più rispetto alla donna che ha subito un travaglio doloroso? Domande retoriche le nostre, che seguono affermazioni sconcertanti e attualissime.
Lipperatura, 15/01/2013: “A proposito di sacralità del materno, e di brividi. Su L’Unità di ieri è apparso questo articolo di Manuela Trinci. Se siamo ancora al dolore che allena alla fatica di essere genitori, quasi mi arrendo… «Fra i temi rilanciati da Gli Asini, non poteva mancare il «dolore nel parto», oggi quasi tramontato nel suo significato fisiologico, nella sua funzione di allenamento alla fatica di essere genitore; e non potevano mancare note amare su un dibattito al femminile anestetizzato e languido che si accontenta di «un diritto all’epidurale», senza riaffermare la necessità di operatori capaci di «assistenza» e non solo di «intervento», o senza riflettere sulla subdola cultura «eugenetica» che in filigrana ammorba l’attesa del bebè.»”
continua a leggere

Se hai trovato online un articolo interessante, non presente nella rassegna odierna, invia il link al seguente indirizzo:

save194lazio[chiocciola]gmail[punto]com

Verrà pubblicato nella prossima edizione!

Annunci

Navigazione articolo